soltanto una precaria

Nono, vorrei avere le feste pagate e magari anche le ferie, o riuscire a prendere una tredicesima in vita mia… cose del genere. Adesso, ti prego non mettermi in bocca cose che non ho detto. A questo ci pensano altri. Non so dove lavori. Non lo hai mica scritto prima. Hai detto solo che sei contento di avere le feste pagate e hai ragione.

Comunque non sono leghista: sono terrona (calabrese). La mia idea è la mia, per quanto stupida possa essere.

Gramellini scrive: “Sotto sotto tutti gli italiani sono convinti di stare insieme per sbaglio, per un incidente della storia al quale rassegnarsi, ma di cui non menare vanto. La festa interessa solo a Napolitano e a un centinaio di torinesi eredi delle truppe di occupazione”. 

Sono abbastanza d’accordo con lui. Ma lui è Gramellini, non Paola Caruso, non ha gente pronta a saltargli alla giugulare appena digita una parola qualsiasi.

ufficioreclami:

Dici sul serio? Vuoi lavorare in un call center con contratti di tre mesi in tre mesi sperando che ti rinnovino e con l’unico miglioramento possibile nel passaggio dall’agenzia interinale alla ditta utilizzatrice? Non è una cosa da augurarsi, nella vita. Fidati.

precaria:

Voglio anch’io un lavoro con feste pagate! Uff ;)

Invece a me va male. Se è festa, le aziende sono chiuse. Ed io che scrivo di aziende mi giro i pollici e non guadagno (vedi pagamento ad articolo).

ufficioreclami:

precaria:

Perché non voglio festeggiare il 17 marzo:

1) perché la celebrazione dei 150 anni mi sembra un assurdo spreco di soldi in un momento di difficoltà economica

2) perché prendere una data e trasformarla in festa nazionale soltanto per un anno mi pare una presa in giro

3) perché mi sento tradita…

Non allungo nessuna lista. A me va bene il 17 marzo come festa nazionale perché lavoro come dipendente e finalmente lo Stato italiano fa qualcosa per me, come darmi un giorno di festa retribuito. Se lavoro mi pagano di più e se non lavoro sarò ben felice di stare a casa.

E con il 25 aprile e il 1 maggio che cadono a pasquetta e di domenica, lo Stato è ancora in credito di una festa, per quest’anno.

Quindi trovatemi un’altra festa laica. Va bene anche l’anniversario della prima volta che Vittorio Emanuele II si è lavato i piedi da Re d’Italia. Mi accontento di poco.