soltanto una precaria
Federico Moccia è talmente poco preoccupato della Critica che quando gli chiedo di indicarmi un commento che gli sia piaciuto, mi suggerisce di leggere un lungo articolo che lo stronca. Così: “Moccia si colloca senza imbarazzo nella letteratura di consumo (…) sembra abolire il conflitto tra il bene e il male in favore di una sedazione consumistica”.
Vittorio Zincone su Sette