Scrivo a caldo le prime impressioni sulla riunione di stasera. Di getto. Di fronte a tutti ho detto che combatto per un contratto migliore. Mi è stato risposto da una persona presente: “Con il tuo contratto non hai diritto all’assunzione”. Lo so. Il mio sciopero della fame è iniziato proprio quando al giornale ho sentito queste parole: “Tu non sarai mai assunta”. E’ scritto chiaro sul mio blog.
L’obiettivo della protesta era quello di sollevare il problema. Non ci sono riuscita. Pace. Ci ho provato.
La cosa positiva è che per buona parte della serata si è parlato di precariato!
Adesso mi è stato chiesto da Franco Abruzzo di buttare giù una bozza di contratto da proporre in Parlamento. Non ho mai fatto il giuslavurista, sono laureata in chimica, non ho idea di come si butti giù un contratto, ma studierò e m’impegnerò. Se devo fare anche questo, va bene.
Ma ho un dubbio. Ho paura che questi sforzi non portino a nulla. Sono convinta che per farsi sentire bisogna sporcarsi le mani. Bisogna protestare. Spero di sbagliarmi. Davvero.